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Il progetto

Discutere dell’evoluzione umana e più in particolare delle origini della nostra specie, pone necessariamente un problema cruciale che consiste nel tentare di definire il confine che separa, nella forma e nel tempo, gli uomini dagli animali. Poiché siamo noi uomini a tracciare questo limite, la questione viene presto in contatto con i nostri personali convincimenti filosofici e religiosi. Oltretutto, se il rapporto con le altre specie viventi può determinare l’affermarsi di posizioni come quelle che, per esempio, contrappongono la visione dei vegetariani con quella di chi non lo è, si capisce che tentare di stabilire il momento esatto in cui un mammifero, che a prima vista ci somigliava senza ancora essere come noi, sia diventato un uomo a tutti gli effetti e secondo criteri condivisi, si configura come un esercizio praticamente senza speranza di soluzione. Come spesso accade, del resto, quando si cerca di classificare, distinguere e separare categorie, in funzione di differenze perlopiù arbitrarie. Cercando le nostre origini, ci siamo illusi che potendo parlare (e sparlare) di lontani antenati, nessuno in fondo se la sarebbe presa. E invece, se la sono presa e in molti, perché cercare il primo uomo e pensare di averlo trovato in un fossile antico due, o quattro, o sei milioni di anni, produce senso di appartenenza e scatena conflitti per ragioni professionali, di prestigio accademico e mediatico, non ultimo di profitto. Il problema, naturalmente, ha una causa: cercare un individuo eccezionale e unico, l’anello mancante, è una missione impossibile, per la semplice ragione che questo individuo non è mai esistito. The Human Origins Project affronta il problema delle nostre origini in un modo un po’ speciale e anziché cercare il progenitore che finalmente ci rese diversi dagli animali e magnificare le sue capacità peculiari, proveremo a immedesimarci nell’individuo di cui abbiamo trovato dei resti fossili e nei suoi simili, chiedendoci come abbiano fatto a cavarsela. Perché la questione evolutiva è semplicemente questa: da milioni di anni, chi sopravvive se la cava e, solo per il rotto della cuffia, non si estingue.

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