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Devo scegliere il titolo


Devo scegliere il titolo del mio secondo romanzo. Ci sono due scuole di pensiero. La prima suggerisce di decidere il titolo come prima cosa. Fare del titolo una specie di stella polare nella scrittura. La seconda, di deciderlo come ultima. Un appello a cose fatte per chi (si spera) deciderà di leggerlo. Ho pensato di farlo oggi che la storia è scritta, ma non è ancora finita. Vediamo dove potremmo andare a pescare il titolo. La nuova storia parla di noi, di come e quando diventammo intelligenti. Fu un lungo percorso evolutivo durato sei milioni di anni. Sei milioni di anni sarebbe un bel titolo. Ma in realtà, questa storia racconta soprattutto di come ci fu possibile tracciare quell’immaginaria linea di confine che divide gli esseri viventi fra animali e uomini, e che pare ci metta su un gradino un po’ più alto. Insomma, per capacità mentali saremmo metà animali e metà dei. L’immaginaria linea di confine, perché quello che ci distingue da ogni altra specie vivente è proprio l’immaginazione. Anche questo sarebbe un bel titolo. Ma poi si parla di un immane disastro. Di un fulmine a ciel sereno che colse di sorpresa i nostri antenati (non dirò quale). Potrebbe essere un altro bel titolo. Tuttavia, mi sono accorto di una cosa importante. Le vicende di questi giorni hanno riportato al centro del mondo il Mediterraneo. L’attenzione di tutti era rivolta alla globalizzazione e il nostro mare di mezzo ce lo eravamo un po’ dimenticati. Nella globalizzazione non c’è un punto centrale, ce ne sono tanti: la Cina e l’India, il Brasile e tutto il Sudamerica, la Russia, il Golfo, l’Atlantico e il Pacifico, l’Africa e l’Australia. Diciamocelo, da vecchi europei incapaci di progettare il nostro futuro, avevamo perso di vista il fatto che è sulle sponde del Mediterraneo che noi uomini siamo diventati quello che siamo e per natura è qui che ci sentiamo a casa nostra e desideriamo vivere. Da sempre ci scanniamo per avere accesso al mare. Così il mare di mezzo è tornato al centro dei nostri pensieri, dei sogni e delle preoccupazioni, della speranza e della morte. Chiunque abbia una minima conoscenza della Storia lo sa. Non ho ancora deciso quale sarà, ma voglio che il titolo del mio secondo romanzo contenga la parola Mediterraneo.

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