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Ideas, NeetGeek

Il percorso conta quanto la meta


Intendiamoci, se non si arriva in fondo, la strada fatta resta del tutto irrilevante. Ma partiamo dall’idea che un giorno, dopo cinque anni e a diploma di laurea ormai conseguito, voltandoti indietro vedrai il tuo corso di studi e i voti segnare il tracciato appena compiuto. Diciamo la verità: non renderanno abbastanza l’idea dell’esperienza vissuta, ne saranno semmai una sintesi. Com’é andato quel tale esame? A meraviglia o solo così così. La sintesi vale moltissimo in un mondo che va di fretta, naturalmente, ma l’esperienza sottostante dove rimarrà impressa? Nella tua mente, certo, ma c’é un ma …

Cinque anni fanno milleottocentoventicinque giorni di lezioni, studio, esercitazioni, esami, crediti. Alti e bassi, soddisfazioni e frustrazioni, che sia filato tutto liscio o che ci sia stato qualche incidente lungo la via. Un’esperienza piena di emozioni, intessuta di molte storie, indiscutibilmente. Sai qual é il problema? Il tempo che passa é nemico dei ricordi, li ossida, li sbiadisce. Dopo molti anni, alcune cose le ricordano meglio gli altri che ci sono stati vicini, che noi. Del resto siamo fatti così, qualche filtro esiste, alcuni limiti anche. Perciò, se ci facciamo prendere dalla smania di tagliare il prossimo traguardo, e poi il successivo, e non ci concentriamo neppure un attimo per fare il punto sul presente, finisce che si perde la memoria di quello che é stato.

Quei milleottocentoventicinque giorni saranno statisticamente, e per un’inevitabile legge biologica, uno dei periodi migliori della vita che ti capiterà di vivere ed oltre ad essere ricordati, andrebbero raccontati, nel nostro mondo sociale, vorrei dire condivisi. Il senso di tutti quei giorni si può condensare anche in poche parole, ogni giorno, bastano cinque minuti. In totale fanno novemilacentoventicinque minuti che sono spesi bene se fissano sistematicamente il momento come una fotografia. Facile, e una volta arrivati in fondo, il percorso sarà lì, leggibile. Dunque, perché non ritagliarsi quei cinque minuti e scrivere cosa ti ha colpito del giorno da studente appena trascorso? Mi spiego meglio: non di giovane che incidentalmente e transitoriamente fa lo studente, ma di persona che si sta preparando, impegnando, trasformando, responsabilmente e che, insomma, é uno studente. Essere, non fare. 

Solo un’ultima cosa, se deciderai di pubblicare il tuo diario degli studi, lo chiamo così ma blog, bacheca, pagina, feed, vanno bene lo stesso, non lasciarti prendere la mano dallo stato d’animo del momento. Quei cinque minuti di presente servono anche a riflettere sulla fortuna che hai: avere il tempo di imparare. Se mi posso permettere, scrivi con trasporto delle cose positive e con misura di quelle negative. Quando rileggerai dei tuoi milleottocentoventicinque giorni di viaggio, sarai una persona diversa, saprai cose che oggi non immagini, sarai più forte di adesso, avrai meno timori e il percorso, allora, ti sembrerà importante quanto la meta. 

Buon viaggio e buona fortuna.

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