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Ideas, NeetGeek

La prospettiva tecnologica di THO Project


Stiamo assistendo a una nuova forma del Paradosso di Fermi (Enrico) declinata sui protagonisti del web anziché sugli alieni. Per chi volesse togliersi lo sfizio di documentarsi sulle 50 soluzioni alla questione, suggeriamo di leggere “Se l’universo brulica di alieni” di Stephen Webb, é un libro interessante. Ma torniamo al web (con una “b” sola). La metafora fermiana applicata al web é questa: se i protagonisti della rete fanno a gara per arruolare sui loro siti centinaia di milioni di nuovi utenti ripetendo instancabilmente che le loro nuove piattaforme mettono a disposizione degli individui in ogni angolo del pianeta: un’inedita capacità di influenza; il mezzo per promuovere le proprie idee in modo virale, globale e istantaneo; la base per creare nuovi business dirompenti partendo direttamente dall’interno della rete; come mai il web non brulica di individui super noti, super influenti e, non ultimo, super ricchi, come Larry Page, Sergey Brin, Jeff Bezos, Mark Zuckerberg e pochi altri? In altri termini, se le nuove piattaforme offrono realmente queste opportunità, dove sono tutti quelli che avrebbero potuto sfruttarle? Perché a distanza di anni, continuiamo a parlare di Page, Brin, Bezos, Zuckerberg, oltre a Bill Gates e Steve Jobs?

Si obietterà che é ancora presto e che qualche nome nuovo si é affacciato sulla scena (per esempio Andrew Mason). Si dirà anche che, magari proprio in questo momento, qualche ventenne di Harvard, del MIT o di Stanford, sta per avere l’idea che concretizzerà il prossimo salto qualitativo del web. Del resto, il nuovo ha bisogno del vecchio. Senza Internet non ci sarebbero né Google, né Facebook. Dunque, é lecito attendersi che grazie a loro, e dopo di loro, altri verranno per trasformare ulteriormente la rete. Ma, per il momento, un piccolo gruppo di talenti visionari e determinati ha preso il controllo dell’innovazione e del business a livello planetario facendo cose impensabili prima. Costoro non lasceranno il passo tanto facilmente, mentre Apple, HP, Microsoft, IBM, forse alcuni altri, risponderanno ai nuovi arrivati sfruttando le competenze e i mezzi finanziari di cui dispongono. Rimane il fatto che parrebbe, in ogni caso, una partita tutta a stelle e strisce, eppure il web é ovunque, le competenze tecnologiche sono ovunque e gli individui connessi sono dislocati ovunque nel mondo. Non ci dovremmo attendere che la sorpresa scaturisca da qualche altra parte, dalla Cina, dall’India, dai paesi emergenti o dall’Europa, per esempio? La questione é complessa, qualcuno direbbe: delle due l’una o é vero che il nuovo livello applicativo disponibile sul web aumenta effettivamente le chance per tutti e il tempo lo dimostrerà, oppure, dobbiamo ammettere che si tratta solo di buoni argomenti per il marketing degli attuali dominanti. E con questo THO Project inaugura una nuova prospettiva della Human Evolution, quella tecnologica.

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