//
you're reading...
Geology, Ideas

Scenari di datazione della Sfinge


Per tentare di datare la Sfinge si possono utilizzare sostanzialmente due metodi. Il primo è di inserirla nella prospettiva temporale della civiltà che si ritiene l’abbia costruita come propongono gli egittologi. La loro ipotesi è che risalga alla IV dinastia, nel 2.500 a.C.. Il secondo consiste nel cercare dei marcatori temporali come hanno proposto Robert Schoch, dal punto di vista geologico, e Graham Hancock, dal punto di vista astronomico. Le loro ipotesi collocano la realizzazione della statua rispettivamente fra il 7.000 e il 5.000 a.C e intorno al 10.500 a.C.. Valutare più in profondità gli effetti degli agenti atmosferici sarebbe probabilmente l’approccio più oggettivo, a condizione di avere però molte informazioni di cui non disponiano: la forma originale della statua, il materiale con cui era rifinita, l’esatto succedersi delle epoche climatiche  secco/umido, l’intensità del vento cui fu esposta e via di seguito. Anche così, il modello erosivo sarebbe probabilmente difficile da formulare e lascerebbe livelli estremi di aleatorietà. Tenteremo, comunque, un esercizio in questo senso, ovviamente senza pretendere di formulare una ipotesi scientificamente inattaccabile. Su questo punto occorre segnalare che non siamo riusciti a trovare sufficienti studi sulla datazione di antichi manufatti in pietra. Forse una comparazione approfondita con altri siti archeologi di data certa potrebbe contribuire, anche se la latitudine influisce in modo significativo sulla velocità media del vento in una data regione (Seasonal variation in wind speed and sea state from global satellite measurements, D.T.Sandwell, Russel W.Agreen, Journal of Gephysical Research, March 20, 1984, http://topex.ucsd.edu/sandwell/publications/9.pdf) tanto che a 30° N (Giza) è caratterizzata da una velocità media inferiore ai 6 m/s mentre, per esempio, a 42° N (Roma) è del 30% più elevata. Le misurazioni sulla latitudine non tengono conto di fattori orografici locali, ma sono interessanti come principio generale.

La forma della Sfinge è abbastanza sorprendente nelle sue proporzioni come se fosse il risultato di una importante deflazione del materiale di cui è fatta a causa di una lunghissima esposizione agli agenti atmosferici. Questo punto fu messo già in luce da Schoch (official site), nella sua ipotesi, ma vediamo più in dettaglio il perché. Dai dati in nostro possesso, la statua misura approssimativamente 74 metri di lunghezza, una larghezza massima di 18 metri in corrispondenza delle spalle e del bacino e circa 10 metri nel punto più stretto sui fianchi, un’altezza di 20 metri nel punto più alto della testa e circa 12 metri sul piano del dorso. Da queste misure lo sviluppo volumetrico corrisponde a circa 12.000 metri cubi. Per stimare il volume consumato dagli agenti atmosferici nel tempo, occorrerebbe conoscere la forma e le dimensioni originali della statua che ovviamente non conosciamo. In questo caso, dunque, abbiamo deciso di adottare come modello di riferimento i quattro leoni di bronzo di Trafalgar Square (Londra) lunghi circa un dodicesimo del Leone di Giza. Se ne ricalcoliamo il volume sulle proporzioni di quello di bronzo, osserviamo che la statua potrebbe avere avuto in origine un volume circa doppio di quello attuale. Sovrapponendo le sagome laterali, notiamo inoltre che il volume perduto interesserebbe per lo più il dorso e la testa della statua caratterizzandone il profilo anomalo. 

Nel nostro ragionamento, ancora non sappiamo quanto tempo sia trascorso dalla costruzione, ma abbiamo un punto d’interpolazione interessante: assumendo per un momento che la statua risalga a 12.500 anni fa, come sostiene Hancock, e che la testa del faraone sia stata scolpita (o giustapposta) sul corpo del leone poco più di quattro mila anni fa, da allora la statua avrebbe dovuto perdere in modo lineare oltre quattro mila metri cubi di roccia calcarea e circa tre metri di spessore sul dorso, cosa che evidentemente avrebbe compromesso la stabilità della testa montata sul corpo. Naturalmente, non sarà possibile determinare effettivamente una deflazione media collegata alla variabile tempo per stimare la data in cui fu costruita la Sfinge, ma se assumessimo valori medi di dieci, venti o quaranta centimetri ogni centomila anni (le oscillazioni rispetto al valore medio potrebbero essere notevoli, se pensiamo che per lunghi periodi negli ultimi secoli la statua è stata quasi completamente sepolta nella sabbia), allora dovremmo prendere in considerazione l’idea che il Leone di Giza possa essere stato scolpito non alcune migliaia, ma alcuni milioni di anni fa. Come vedremo, si tratta di un’idea originale, ma piuttosto interessante e per diversi motivi.

(Continua)

Annunci

Discussione

2 pensieri su “Scenari di datazione della Sfinge

  1. A quando il resto dell’esposizione???

    Pubblicato da Donato Iozzelli | 27 agosto 2011, 1:21 PM
    • Ciao Donato,
      nel mese di settembre proseguirà il nostro racconto.
      Parleremo del perché (secondo noi) la Sfinge é stata costruita proprio dove si trova e del suo significato.
      Grazie per l’interesse mostrato e per la pazienza.
      A presto.

      Pubblicato da thoproject | 28 agosto 2011, 10:57 AM

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: